Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta terremoto

Prigione di neve

Immagine
( ap) Dedicato a tutti i soccorritori di Rigopiano, ai loro sforzi senza sosta, alla dedizione manifestata con coraggio in un momento terrificante. di Marina Zinzani Le mani nella neve, il silenzio degli eroi, lo sguardo d’intesa che riscalda, che attenua il gelo. Le mani nella neve, il silenzio di chi fa il proprio dovere e il silenzio di chi offre qualcosa, senza nulla in cambio.

Ore felici ?

Immagine
(Il terremoto, la neve a valanga: la casa come rifugio perduto, ispirandosi ad un quadro di Felice Casorati, La Ragazza sul tappeto rosso )  di Marina Zinzani (Commento di Angelo Perrone) La libertà di sdraiarsi sopra un tappeto, il proprio piccolo mondo disposto senza ordine, serenità di un pomeriggio in cui il sole entra dalla finestra, vita e cose, ricordi, gusto del cibo appena assaggiato, profumo di fiori, preziosità in piccole scatole colorate, un libro che si anima sulla magia dell’immaginazione. Infanzia ed ore felici, dimenticate.

Angeli, tra le macerie

Immagine
di Marina Zinzani (Ispirata agli “angeli” che operano tra le macerie del terromoto) Angeli erranti che scavano a mani nude che scavano nella disperazione che ci sono presenti non conoscono fatica, sconforto volto velato di Dio.

Tra le macerie, la speranza oltre il dolore

Immagine
(I mille perché, dopo il terremoto) (ap) Dopo il terremoto del 24 agosto 2016 nel centro Italia, che ha portato via tante vite, causando danni immani al territorio, si moltiplicano gli interrogativi. Che riguardano non solo le cause naturali delle sciagure, l’incuria nella prevenzione, la mancanza di interventi per la tutela di quella zona così tormentata sul piano sismico.

Notte, senza fine

Immagine
di Marina Zinzani (Dopo il terremoto del 24 agosto 2016 nel centro Italia, interrogativi sulle sciagure che travolgono tante vite) Se Dio si gira dall'altra parte se Dio non ascolta i lamenti sotto le macerie sotto le macerie della propria vita se Dio non interviene per salvare: è difficile la vita del credente credere di avere qualcuno vicino anche quando ci si sente abbandonati soli, nella solitudine più atroce.

La chiamano “magnitudo”: Amatrice, il paese che non c’è più

Immagine