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Visualizzazione dei post con l'etichetta pace

Bianco

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In un colore, il senso di pace, e di inconfondibile purezza di Marina Zinzani Il vestito bianco della sposa.   Giorni da riempire, in una nuova vita in due. Le pagine bianche dello scrittore, parole che devono posarsi per raccontare storie, emozioni.

Adesso

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Il mondo che ricomincia a pensare alla pace di Paolo Brondi Se il mondo avesse cominciato a ispirare adesso e se fossero queste le prime righe che scrive la mano di un uomo le userei per scrivere due nomi, pace e giustizia

Una spugna per cancellare gli orrori

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di Vespina Fortuna (ap) Una lettera immaginaria a Babbo Natale, quella scritta da un bambino di 13 anni di Aleppo, che esprime la tragedia di tanti, insieme ad una fragile speranza: vivere in una “città di giochi e di giardini”. Caro Babbo Natale, ti scrivo anche quest’anno pure se ormai sono grande, ho già 13 anni sai? E qui da noi, 13 anni sono moltissimi. Io sono un bambino fortunato perché ho ancora la mia mamma, e lei è molto più grande di me! Mio babbo no, non c’è più e nemmeno Amir e Abdul, i miei due fratelli più grandi, sarei stato davvero troppo fortunatissimo se ci fossero ancora tutti! C’è ancora la piccola Amina però, ed è per lei che ti scrivo, perché lei ancora non sa farlo ma vedo che si annoia troppo a giocare tutto il giorno con le pietre.

Perché non cercarle, le ali della felicità?

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di Cristina Podestà (Commento a Brondi, Felicità? Il destino di perdere le ali , PL, 26/7/16) Su che cosa sia la felicità e dove si collochi, è riflessione e discussione da quando l'uomo ha cominciato a far filosofia. Ma, purtroppo, credo anche che non vi possa essere risposta certa. "Piacer figlio d'affanno" io penso sia la frase più calzante. Forse si, la felicità sta proprio dove non c'è dolore o sofferenza alcuna. Ma noi non ne siamo consapevoli, dunque cerchiamo qua e là il modo in cui essere massimamente felici, sprecando tempo ed energie nel rincorrere futili illusioni!

Piccoli doni di pace

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di Marina Zinzani “Il genere umano deve ricordare che la pace non è il dono di Dio alle sue creature; la pace è il dono che ci facciamo gli uni con gli altri.”(Elie Wiesel). Se la pace è un dono che si fa agli altri, diventano doni anche le piccole cose quotidiane, i piccoli gesti, i granelli che possono essere pensieri, sorrisi, attenzione, ascolto. Pace che diventa pace dell'anima, la volontà di camminare su una nota più elevata, dando luce al meglio. E quella luce irradia anche gli angoli più bui, nella capacità che ha il bene di trasformare ogni cosa.