di Vespina Fortuna (ap) Una lettera immaginaria a Babbo Natale, quella scritta da un bambino di 13 anni di Aleppo, che esprime la tragedia di tanti, insieme ad una fragile speranza: vivere in una “città di giochi e di giardini”. Caro Babbo Natale, ti scrivo anche quest’anno pure se ormai sono grande, ho già 13 anni sai? E qui da noi, 13 anni sono moltissimi. Io sono un bambino fortunato perché ho ancora la mia mamma, e lei è molto più grande di me! Mio babbo no, non c’è più e nemmeno Amir e Abdul, i miei due fratelli più grandi, sarei stato davvero troppo fortunatissimo se ci fossero ancora tutti! C’è ancora la piccola Amina però, ed è per lei che ti scrivo, perché lei ancora non sa farlo ma vedo che si annoia troppo a giocare tutto il giorno con le pietre.