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Visualizzazione dei post con l'etichetta coppia

In un angolo

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Lettera di un marito: l’arrivo del figlio, la coppia che non è più la stessa di Liana Monti Sono qui che ti osservo. In questa stanza di ospedale. Spettatore inerme. Tutto sta accadendo, ora, davanti ai miei occhi. Guardo, ascolto, ma sono impotente, non posso fare né dire nulla, solo essere presente. Tu senti dolore, stai male. Il tempo passa, ti chiedo se hai bisogno, ma tu non riesci a rispondere dal male che senti.

Due grandi mani

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di Marina Zinzani Tratto da “I racconti dell’acqua” (Commento di Angelo Perrone) (ap) Un rubinetto che perde: le gocce di acqua fanno rumore in una notte silenziosa e angosciosa per i litigi avvenuti. Il loro suono richiama alla mente una perdita ben più importante: quanto si è smarrito inesorabilmente nel rapporto di coppia, usurato dal tempo e dagli egoismi. Più difficile rispetto a quel rubinetto, ma non impossibile, riparare i danni, ci vorranno tempo e piccoli gesti, di entrambi.

Un tramonto malinconico

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Il perdono di coppia? Inutile sbuffare come una vecchia locomotiva a vapore di Paolo Brondi Perdonare è concedere un dono. Ma quando? Non sempre nella coppia si manifesta l'amore che cerca il vero bene dell'altro. Messo in crisi il legame, non c'è più, nei confronti del partner, quella lealtà che si provava prima e questo può dar luogo ad una grande malinconia, perché è come se tutto rovinasse intorno.

Arrivare ultimi

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Il diritto dei figli alla felicità quando la coppia si divide di Paolo Brondi Vivere, e far vivere, durante l’infanzia, frequenti momenti di felicità, è decisivo per tutta la successiva evoluzione. Eppure, nella formazione di una nuova unione, dopo una separazione, spesso non si dà molta attenzione al diritto alla felicità dei figli! Ne possono derivare enormi sofferenze e la reazione dei figli può essere spietata e tale da ostacolare, spesso, la stessa formazione del nuovo nucleo familiare.

Isole: quando il mare è in burrasca

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di Marina Zinzani Ci sono tanti tipi di isole. C’è l’appartamento all’ultimo piano, senza ascensore. Un anziano sulla sedia a rotelle che non può scendere, relegato in quella specie di isola che sono le sue mura, isola nel mare di cemento. Ha la moglie accanto, e quelle poche stanze diventano un mondo colorato, con la sua presenza.   Cosa si mangia, cosa c’è alla televisione, le mani dell’anziano che accarezzano il gatto raggomitolato sulle ginocchia. La moglie esce per fare la spesa, torna in fretta, gli odori del minestrone inondano la cucina. Sono le undici del mattino, le undici e mezzo. Qualche volta lei gli porta il giornale, e lui legge, legge tutto il giorno.