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Visualizzazione dei post con l'etichetta immigrazione

Occhi smarriti

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Attraverso gli occhi, la storia di tanti di Marina Zinzani Occhi che chiedono, che implorano, che hanno visto cose che non si possono descrivere. Parole nuove: migrante, clandestino, rifugiato politico.

Migrare

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Scodelle  (1919), di Felice Casorati Lo smarrimento, dopo il viaggio: metafora di ogni percorso nuovo di vita di Marina Zinzani Devo andare non so dove aldilà del mare c’è la salvezza un’altra vita mi aspetta una casa, un lavoro, il cibo così pensavo prima di partire prima di partire.

Fuori dal coro

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Molti modi per sentirsi “straniero”: quel senso irriducibile di “estraneità” nella vita di ciascuno. Camminare sulla stessa terra non sempre dà sollievo di Mariagrazia Passamano * - Dimmi, enigmatico uomo, chi ami di più? Tuo padre, tua madre, tua sorella o tuo fratello? - Non ho né padre, né madre, né sorella, né fratello. - I tuoi amici? - Usate una parola il cui senso mi è rimasto fino ad oggi sconosciuto. - La patria? - Non so sotto quale latitudine si trovi. - La bellezza? - L'amerei volentieri, dea e immortale. - L'oro? - Lo odio come voi odiate Dio. - Ma allora che cosa ami, meraviglioso straniero? - Amo le nuvole. Le nuvole che passano. Laggiù. Le meravigliose nuvole! ( Charles Baudelaire, Lo straniero)

Il prossimo così diverso

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La politica che fa i conti con la diversità delle persone di Paolo Brondi La prossimità è evangelica. Cercare l’altro, comprenderlo, aiutarlo è un conoscere noi, comprendere aiutare noi stessi; non è soltanto un’opera di carità. Il tu serve a capire il me. Per questo l’amante ha il suo “Io” fuori di sé. Ma questa è storia antica, o storia di pura morale.

Sulla via della seta

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di Marina Zinzani Il filo di seta è fragile quasi invisibile crea tessuti pregiati foulard da mettere al collo bellezza fine e ricercata. Le impressioni di ogni giorno sono eteree sfumature di momenti creano rapporti come calde sciarpe da mettere al collo l’amicizia, l’amore, l’umanità condivisa.

Ombre che camminano

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di Paolo Brondi (L’immigrazione fra diffidenze, estraneità e richieste di cittadinanza) Seppur possibile e doveroso è il problema politico-giuridico di dar cittadinanza e diritto di voto agli immigrati, non altrettanto facile è quello dell’investimento morale. L’indifferenza si è fatta costume e la prossimità è negata.

I nove mesi di Favour, bimba nigeriana

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(ap) La mamma, incinta di un altro figlio, è morta per le ustioni da carburante durante la traversata sul gommone malridotto. Lei, Favour, così si chiama questa bimba nigeriana di nove mesi, è rimasta senza nessuno sul barcone ed è giunta a Lampedusa. Da sola. Le hanno dato del latte e dei vestiti nuovi. L’hanno accolta con amore.

In viaggio con Khalifah

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di Giovanna Vannini Nonno Enrico quel nipote dalla testa ricciuta e la pelle d’ebano, lo aveva incontrato la prima volta una mattina di maggio all’aeroporto di Pisa, quando la figlia Marta appena scesa dalla scaletta dell’aereo, glielo aveva adagiato fra le braccia. Un fagottino color cioccolato di appena tre chili avvolto nella coperta di cotone bianca fatta all’uncinetto da nonna Cristina, spedita apposta in anticipo in Nigeria, perché il bambino potesse atterrare nella Toscana adottiva, con un pezzetto di famiglia già addosso.