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Lampadine fulminate

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(Quasi un) Haiku di Catia Bianchi (Intervento di Angelo Perrone) Quando la giustizia funzionava, non si cercavano le lampadine (ap) Una battuta irridente e fuori luogo? Un grido di allarme, proprio a partire da qualcosa di banale come le lampadine? A proposito: un tempo, c’erano a sufficienza le lampadine? Forse non ci sono mai state, nemmeno ieri. Spesso mancavano. Come le buone prassi, il buon senso, la correttezza verso gli utenti, la passione per un lavoro che è prima di tutto servizio alla collettività.

Il disservizio "fisiologico"

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Si è portati a considerare normali anche le disfunzioni gravi: ma ciò che riguarda il funzionamento della giustizia è sempre allarmante di Catia Bianchi (Commento a La stenotipia nei tribunali: una storiaccia? , PL, 3/12/17) Siamo veri professionisti: fonici, trascrittori, stenotipisti, coordinatori, che sanno fare il proprio lavoro in maniera eccellente. E non è possibile essere inquadrati con un contratto collettivo come “servizi di pulizie/multiservizi”. E non è accettabile sentir parlare di "assestamento fisiologico" in un servizio del genere.

La stenotipia nei tribunali: una "storiaccia" ?

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Continuano le lamentele nei tribunali italiani: sempre a rischio lo svolgimento dei processi. Al centro dell’attenzione la questione della stenotipia degli atti di udienza. E intanto a Roma.. (ap) Botta e risposta a radio24 , nella trasmissione “Storiacce” curata da Raffaella Calandra (qui il link al servizio). L’intervista di Catia Bianchi, a nome degli stenotipisti esautorati dal servizio in tutti i tribunali italiani dopo l’appalto aggiudicato ad una società, la Ciclat, priva di esperienza e competenza, ha provocato la risposta di Antonio Mungo per conto del Ministero della Giustizia.

Questione di dignità

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La battaglia degli stenotipisti di tribunale: una vicenda ancora aperta di Catia Bianchi Maria Barbara Cerminara, giudice onorario presso il tribunale di Crotone, ha scritto il libro Al servizio della (in)giustizia italiana. L’altro volto della magistratura (Falco editore, 2017) per raccontare la sua esperienza professionale, e denunciare una situazione paradossale, quella appunto degli onorari che lavorano come i giudici togati senza averne l’inquadramento e la retribuzione.

Lavorare bene, missione impossibile?

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Stenotipia giudiziaria: una professione svalutata. La mortificazione attuale ha origini lontane di un (ex) stenotipista di tribunale (Commento a Non basta sopravvivere , PL,   5/7/17) Ho scelto di non passare dall'altra parte, con tutto il rispetto per i poveri cristi che hanno voluto/dovuto aderire, nonostante stiamo vivendo in un'epoca di vera crisi. Non accetto di continuare a fare la mia professione essendo svilito ogni volta di più, sfruttato ogni volta di più. Probabilmente dovrò reinventarmi e fare altro. Poco male, direi.

Non basta sopravvivere

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La necessità di un contratto nazionale: regole generali per il settore della stenotipia nella pubblica amministrazione di uno stenotipista dal 1991 (Commento a Un po’ di pulizia per la giustizia italiana , PL, 23/6/17) Resistere? Sarebbe anche ora, però, di cominciare a preoccuparsi di far istituire un contratto ad hoc per la categoria, tenuto conto del fatto che il lavoro di resocontazione e di trascrizione, oltre a richiedere una preparazione professionale e culturale di rilievo, presenta anche lo svantaggio di essere un lavoro logorante (lavoro a terminale, rischio per l'udito con il lavoro in cuffia, postura forzata per ore e ore).

La farfalla così fragile

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Un sogno, dietro la vicenda degli stenotipisti a rischio di Vincenzo Ottaviano (Commento a Non solo fantasmi, PL, 28/6/17) La figura degli stenotipisti, nonostante tutte le potenzialità e gli avveniristici ambiti occupazionali, è stata messa in discussione dal Ministero della Giustizia per il tramite Consip, creando preoccupazione ed incertezza negli operatori del settore, ma quel che ci ha spinti fin qui può ben dirsi la forza di un sogno.  Solo dei sognatori avrebbero potuto intravedere, in incomprensibili sigle, la magia della parola.

Prima di uscire di scena

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Il massimo ribasso nella giustizia, e non è solo questione di soldi: quando il risparmio sulla pelle degli altri danneggia anche il servizio di Janeta Nicoara Oggi ero regolarmente al mio posto di lavoro. A trascrivere forse la mia penultima udienza in diretta, domani sarà l’ultima, con questo contratto. Sono entrata nel Tribunale di Livorno con un una certa nostalgia, mista a rabbia. Avessi fatto male il mio lavoro, lo capirei; fossi stata contestata in questi anni per piccole o grandi inadempienze, avessero trovato gente migliore di me, lo accetterei. Ma uscire così di scena mi dà solo tristezza e delusione. 

Non solo fantasmi

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La stenotipia e il processo: la storia delle persone che sono coinvolte in una lotta per la dignità di un servizio pubblico di Catia Bianchi Ciao. Sì, sono la stenotipista di tribunale , e sono anche l’ anonima stenotipista , che ha scritto post e commenti su questo blog e in rete. Sono quel che definiscono una “toscanaccia”, e vivo in un paesello toscano "fra i lupi" (ma forse è solo invidia per l'aria fresca che qui tira nonostante le temperature bollenti di oggi). Di lavoro, appunto, sono stenotipista presso il tribunale di Pisa dal 1993.

Un po’ di pulizia per la giustizia italiana

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I processi penali rischiano il blocco per la mancanza del servizio di stenotipia: le vicende oscure che hanno accompagnato lo svolgimento della gara di assegnazione di questa attività di una stenotipista di tribunale (Commento di Angelo Perrone) Negli ultimi undici anni, chi ha fornito il servizio di stenotipia, fono-assistenza e trascrizione in tutto il territorio nazionale è il Consorzio Astrea, formato da 16 aziende che storicamente, a partire dal lontano 1991, si sono occupate della verbalizzazione giudiziaria. Probabilmente, dal primo luglio prossimo, le aziende consorziate non potranno più coprire tale servizio.