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Una spugna per cancellare gli orrori

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di Vespina Fortuna (ap) Una lettera immaginaria a Babbo Natale, quella scritta da un bambino di 13 anni di Aleppo, che esprime la tragedia di tanti, insieme ad una fragile speranza: vivere in una “città di giochi e di giardini”. Caro Babbo Natale, ti scrivo anche quest’anno pure se ormai sono grande, ho già 13 anni sai? E qui da noi, 13 anni sono moltissimi. Io sono un bambino fortunato perché ho ancora la mia mamma, e lei è molto più grande di me! Mio babbo no, non c’è più e nemmeno Amir e Abdul, i miei due fratelli più grandi, sarei stato davvero troppo fortunatissimo se ci fossero ancora tutti! C’è ancora la piccola Amina però, ed è per lei che ti scrivo, perché lei ancora non sa farlo ma vedo che si annoia troppo a giocare tutto il giorno con le pietre.

Giocattoli per un sorriso

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di   Marina Zinzani (Dedicato a Rami Adham, che porta i giocattoli ai bambini di Aleppo in Siria) Cavallino dalla chioma turchina, andiamo a fare una passeggiata ora. Poi devo pettinarti e darti da mangiare. Ti è piaciuta la pappa di ieri? Cavallino dalla chioma turchina, non avere paura dei rumori, io sono qui e ti proteggo. Stringiti a me, finiranno presto le bombe, vedrai. Ritroveremo la nostra casa, era bella la nostra casa. La mamma cucinava tante cose buone. Lacrime che cadono, non devo piangere cavallino, ci sei tu ora...