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Visualizzazione dei post con l'etichetta Napoli

Gli irriducibili della movida

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Al tempo del Covid-19, la tentazione della movida di Marina Zinzani Fame di vita di sole, di mare, di gente il riappropriarsi del tempo perduto anche superficialità e chi se ne frega.

In fuga dalla catastrofe

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Pompei, il ritrovamento dello scheletro di un uomo di 35 anni colpito da un masso durante l’eruzione di Marina Zinzani Si fugge da una pioggia di lapilli, da un vulcano che erutta e porta la distruzione sulle case, su una città.  Pompei ha parlato ancora, è stato trovato lo scheletro di un uomo, non si è salvato, colpito da un grande masso. L’ultimo fuggiasco.

Ad Oriente

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L’Irpinia orientale, oltre l’Appennino, verso le pianure pugliesi; un mondo a parte, raccolto tra colline silenziose e piccoli borghi antichi di Angelo Perrone * Distese di grano a vista d’occhio, circondate dal vento, immerse in spazi inesplorati. Non ci sono fabbriche, o grandi officine, né strade di traffico frenetico. Solo grano, uliveti o vigneti, e qualche trattore al lavoro, con il suo lento cigolio tra le zolle. Nessun rumore molesto arriva a scuotere i borghi sulle colline lontane. La maggior parte, piccolissimi e distanti tra loro, eppure simili l’uno all’altro, ciascuno specchio della vita degli altri paesi. Mancano grandi insediamenti urbani.

Luci nella notte

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(foto Huffington post) Una scuola di Ponticelli a Napoli rimane aperta anche la sera: un modo di combattere il degrado e le baby gang di Marina Zinzani Corsi serali, scuole aperte anche di sera per dare un futuro ai giovani che vogliono smettere di studiare. Ricostruire un rapporto di fiducia verso il futuro, prima di tutto, oltre che verso la scuola. Napoli e l’esempio di un istituto .

Irpinia d'Oriente

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(Foto Mariagrazia Passamano) Un mondo racchiuso in se stesso, e inesplorato: i profumi, i sapori di una terra dalle radici profonde (ap) Distese di grano a vista d’occhio, circondate dal vento, immerse in spazi inesplorati. Non ci sono fabbriche, od officine, né strade di traffico frenetico. Solo grano e qualche trattore al lavoro, con il suo lento cigolio tra le zolle. Nessun rumore molesto arriva a scuotere i borghi sulle colline lontane. Piccolissimi e distanti tra loro, ma così simili l’uno all’altro, ciascuno specchio della vita degli altri paesi.

Caffè. Quello “sospeso” fa ancora più bene

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A Napoli, l’usanza di lasciare pagato un caffè per qualcuno che non possa permetterselo di Marina Zinzani Un recente studio ha stabilito che bere anche solo un caffè al giorno fa bene, molto bene. Il caffè accompagna dei momenti. E’ compagno di uno sguardo dalla finestra, o mentre si sfoglia il giornale, o in mezzo a chiacchiere con un amico. E’ la vitalità che si cerca quando si percepisce la stanchezza, è una risposta tonica alle pause quotidiane, e diventa appuntamento delicato e gradevole per la nostra anima.

La luce di una terra

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Il Sud, non solo storie di delusioni e affanni: la ribellione che nasce dall’amore per la propria terra diventa metafora di vita di Mariagrazia Passamano * Poi improvvisamente arriva la solitudine. Rimangono le notti insonni, il silenzio di questa terra antica ed il ricordo di tanti viaggi dal quale non sono più tornata o per i quali forse non sono mai veramente partita. Il silenzio per chi non lo conosce è destabilizzante e i monti irpini ne regalano a quantità industriale.

Ore struggenti

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Capri, tra smalti sorprendenti e antichi dolori di Paolo Brondi Chissà perché l’acqua smaltava Intorno agli scogli di Capri E chi sa se lo era Nei giorni compagni di gioia Suadenti a solcare quel mare Innanzi spiegato a donare Ore di struggente dolcezza Oltre il sipario di antico dolore E nell’incanto del tempo di allora

Chicca, oltre il buio

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di don Maurizio Patriciello (parroco di Caivano, nella “terra dei fuochi”, aveva celebrato nel 2014 i funerali di Fortuna Loffredo, detta Chicca) Se quella che gli inquirenti hanno trovato è davvero “la” verità, li ringraziamo. E se le responsabilità vengono accertate, il colpevole dovrà pagare. Quello che ha commesso è il peccato più orribile che si possa immaginare (dal Corriere della Sera 30/4/16).

Erri De Luca, menestrello della parola

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di Giovanna Vannini Da lui mi sento presa per mano e insieme a lui ogni volta viaggio nel “suo” viaggio. La pagina finisce, la pagina si volta e mentalmente assaporo, rielaboro ogni parola, lo vedo accanto a me, cerco di rimettere insieme come posso, i suoni della sua voce. Succede, succede per via di quel suo modo di scrivere in prima persona, a voler senza volerlo sottolineare il distinguersi dalla terza, in uso dei tanti, dei troppi.